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LOTTA BIOLOGICA INTEGRATA Il controllo dei Culicidi di interesse sanitario rappresenta un problema complesso, che non può essere risolto con i soli interventi di disinfestazione, e che va inserito in un contesto più ampio, sanitario, politico e sociale, che porti all'effettiva realizzazione di quella che viene chiamata "Lotta Integrata".
I singoli interventi di lotta chimica, non legata all'eliminazione delle cause primarie, non risolvono infatti il problema, producendo solo risultati temporanei che spesso creano all'ambiente danni più gravi di quelli causati dagli insetti stessi. L'approccio corretto alla lotta contro le zanzare è quello di considerarlo come un complesso di attività di controllo ambientale, di cui la disinfestazione vera e propria costituisce solo una parte.
L'eliminazione dei focolai larvali, attraverso una corretta gestione del territorio, deve essere considerata attività primaria rispetto all'impiego degli insetticidi. Premesso questo, l'uso degli insetticidi può essere accettato come un male necessario, soprattutto negli interventi di lotta antilarvale, limitando gli interventi di lotta adulticida ai casi di emergenza.
L'uso di prodotti naturali e di piante insetticide o che comunque rivolgono un'azione repellente di allontanamento rappresenta una valida alternativa ecologica e un eccellente supporto ad altre metodologie quale quella di porre a dimora essenze cespugliose, suffrutticose e alberature che favoriscono la fauna predatrice insettivora e che possano ospitare nidi artificiali e bat-box per chirotteri (pipistrelli).
Nell'ambito di progetti "avanzati" dal punto di vista ambientale e alternativi rispetto ai metodi tradizionali può essere considerata efficace il ripristino del territorio con piante che offrano cibo e rifugio ad animali e, in special modo, uccelli insettivori.
Occorre, a fronte di ciò, proporre azioni di microrecupero del verde che renda gradevoli gli spazi di pausa urbana inserendo vegetazione che svolga la duplice azione di abbellimento del tessuto antropizzato e di implemento dei predatori insettivori, considerando che molte delle piante proposte hanno un bell'aspetto, sono di facile inserimento ambientale e sono poco costose. Gli spazi naturali rappresentano per gli uccelli un'insostituibile fonte alimentare e un rifugio per la nidificazione o la temporanea sosta delle migrazioni. In cambio essi svolgono in molti casi un importante ruolo di contenimento di numerosi parassiti delle colonie agrarie.
I benefici apportati all'agricoltura dall'attività degli uccelli insettivori sono da tempo fuori discussione: questi animali svolgono infatti, gratuitamente e senza alcun danno ambientale, un importante ruolo di limitatori naturali di artropodi dannosi alle colture. Osservazioni effettuate nella Pianura padana in ambienti ricchi e poveri (o addirittura privi) di siepi e boschetti, hanno evidenziato che, ad una maggiore percentuale di spazi naturali nell'ambiente corrisponde un aumento considerevole della ricchezza in specie, del numero di nidificazioni e del totale di individui svernanti. La siepe assicura infatti, per la maggior parte dell'anno, un'ampia gamma di cibo di origine vegetale d animale. Almeno trenta specie in Europa si riproducono preferibilmente entro siepi arboree-arbustive ben sviluppate, strutturate e ricche di svariate specie vegetali. La siepe rappresenta un'importante "stazione di servizio" per le specie migratrici che, durante i passi, possono trovare temporaneamente cibo e riparo in attesa di riprendere nuovamente la migrazione.
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